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Il workshop “Cultura in Dialogo”, organizzato in modalità virtuale il 18 aprile 2024 dall’Università Suor Orsola Benincasa (WP leader per la disseminazione) e che ha visto la partecipazione attiva di rappresentanti di tutti i partner dello Spoke, è stato concepito con l’obiettivo di mappare gli stakeholder chiave nel settore dei beni culturali, al fine di identificare le migliori strategie di ingaggio per la promozione delle attività e delle tecnologie sviluppate nell’ambito del progetto CHANGES.

Il modello prescelto si è fondato sul modello della Quadrupla Elica, che rappresenta un paradigma consolidato per la produzione di innovazione nel settore della conoscenza, promuovendo la cooperazione tra Governo, Industria, Accademia e Società civile.

L’utilizzo della piattaforma di visual co-design MIRO ha consentito ai partecipanti di lavorare simultaneamente sfruttando tools e modelli per realizzare l’infrastruttura necessaria allo svolgimento delle fasi del workshop, che si è articolato in tre macro-fasi, ognuna finalizzata al raggiungimento di specifici obiettivi: 1) Analisi e mappatura degli interessi e poteri degli stakeholder; 2) analisi del grado di informazione degli stakeholder individuati sulle attività dello Spoke 4; 3) discussione degli strumenti e delle tecniche di coinvolgimento più adatti per coinvolgere efficacemente ciascuno stakeholder.azione partecipante allo Spoke 4 che hanno condiviso il processo di mappatura degli stakeholder chiave e delle reti di stakeholder, nonché le modalità più efficaci per il loro coinvolgimento.

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Cultura in Dialogo – Strategie di exploitation dei risultati della ricerca attraverso il co-design
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Il progetto è mirato all’analisi diagnostica delle condizioni di degrado del sito, oltre che alla ricostruzione storica dei fenomeni d’urbanizzazione dell’area circostante e dei precedenti interventi di scavo e restauro che tenutisi nel parco archeologico delle Terme di Baia.

Per perseguire questo obiettivo state effettuate indagini storico-documentarie in archivi storici come l’Archivio di Stato di Napoli, allo scopo di approfondire la conoscenza del territorio, delle trasformazioni urbanistiche e dei progetti archeologici che lo hanno riguardato

Le indagini scientifiche hanno interessato l’area del cosiddetto Tempio di Mercurio e due sale confinanti a sud, che ospitano mosaici gravemente danneggiati. Una serie di rilievi, effettuati sulle pareti di tufo, sui laterizi e sui tasselli di mosaico, hanno permesso una raccolta sistematica di campioni ambientali da alcune vistose patine biologiche e dalle acque salmastre che si fanno strada nel sottosuolo, sommergendo parte degli ambienti.

I campioni sono stati esaminati attraverso osservazione al microscopio ottico, e successivamente si sono attuate strategie di isolamento per ottenere una selezione rappresentativa dei principali organismi biodeteriogeni. Sono inoltre state adottate tecniche di biologia molecolare finalizzate all’identificazione degli organismi attraverso sequenziamento di nuova generazione Illumina, che permette di ottenere un quadro completo della biodiversità di procarioti ed eucarioti nei luoghi investigati. Nei prossimi mesi si prevede di testare miscele di terpeni ed oli essenziali estratti da organismi vegetali infestanti autoctoni, allo scopo di verificare l’efficacia dell’attività biocida.

Questo progetto rientra nell’ottica dello sviluppo di soluzioni ecosostenibili e a km zero al biodeterioramento, che comunemente affligge i siti archeologici outdoor o semi-confinati come quelli costitutivi il Parco Archeologico delle Terme di Baia.

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Tecniche green a basso impatto ambientale e tecnologie a basso consumo nelle Terme di Baia per mitigare il rischio antropico
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